Il prototipo degli sposi di oggi è ben lontano da quello auspicabile dalle nostre nonne che rivedono in tradizioni secolari la realizzazione di un matrimonio perfetto. La moderna coppia di amanti, infatti, prima di pronunciare il tanto sognato “Sì”, analizza il mondo che la circonda valutando freddamente il monte spese di cui può farsi carico.

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In uno scenario del genere è quindi comprensibile la diffusione virale di voci infondate relative ad un bonus cospicuo destinato a tutti i futuri coniugi per conto dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale. Non tutti, però, sono a conoscenza dell’esistenza di un’agevolazione che viene riconosciuta dallo stesso in occasione del congedo matrimoniale utilizzabile entro il mese successivo al giorno delle nozze.

Nello specifico, quest’ultimo consiste nell’erogazione di un assegno la cui somma è pari a sette giorni di salario medio giornaliero relativo al lavoratore richiedente.

Gli ostacoli per poter ottenere tale bonus non sono insormontabili ma è bene sapere che ad averne diritto sono esclusivamente gli operai, gli apprendisti, i lavoratori a domicilio nonché i lavoratori in mobilità ed i disoccupati assunti da cooperative oppure da aziende artigiane ed industriali nei tre mesi precedenti all’unione matrimoniale. È da tener presente, inoltre, che da esso restano esclusi coloro i quali contraggono nozze prettamente religiose.

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Prestando attenzione a non considerare totalmente veritiero ciò che si legge on line, è così dimostrato come, rivolgendosi al proprio datore di lavoro o direttamente all’I.N.P.S., sia possibile dar vita a longevi sogni d’amore accontentando addirittura “ospiti più nostalgici”.

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